Summary
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Il Positivismo, dal latino 'positum' (utile, preciso, certo, reale), è un orientamento filosofico nato in Francia nell'Ottocento e divenuto un clima culturale dominante in Europa. Il suo sviluppo è strettamente legato all'industrializzazione e ai progressi scientifici e tecnologici, che hanno alimentato una forte fiducia nella capacità della scienza di comprendere e migliorare la realtà.
L'espansione dell'industrializzazione ha generato il 'mito del progresso', la convinzione che il progresso scientifico e umano fossero interconnessi. I positivisti ritenevano che la filosofia dovesse abbandonare la metafisica per concentrarsi sulla realtà osservabile, applicando il metodo scientifico (osservazione, ipotesi, verifica sperimentale) a tutti i campi del sapere, dalla letteratura all'arte, con una finalità pratica e di miglioramento della vita umana.
Tra i principali esponenti del Positivismo si annoverano filosofi come Comte, Spencer, Saint-Simon, Mill e lo studioso Charles Darwin. Il Positivismo condivide con l'Illuminismo l'importanza della scienza, ma mentre per i positivisti la scienza spiega l'intera realtà, per gli illuministi ha un ruolo critico. Politicamente, il Positivismo prediligeva riforme graduali rispetto alle rivoluzioni illuministiche. Presenta anche punti di contatto con il Romanticismo nella ricerca di una spiegazione scientifica unificante della realtà, quasi come una 'nuova religione scientifica'.
Il Positivismo entrò in crisi tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento a causa di nuove scoperte scientifiche (geometrie non euclidee, relatività einsteiniana) e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Quest'ultima, originata dalla volontà espansionistica delle nazioni europee che credevano nel progresso illimitato, infranse l'ottimismo positivista.