Summary
Highlights
Le prime opere e la Cappella Ovetari (1448-1456)00:01:13
Le prime opere di Mantegna sono andate perdute. Nel 1449 si recò a Ferrara, ma la sua fama a Padova crebbe grazie alla decorazione della Cappella Ovetari nella chiesa degli Eremitani, dove lavorò dal 1449 al 1456. A questo periodo risale anche la Pala di San Zeno a Verona, considerata uno dei suoi capolavori, progettata interamente da lui.
Le origini e l'apprendistato (1430-1448)00:00:16
Andrea Mantegna nacque nel 1430 o 1431 a Isola di Carturo da una famiglia modesta. A 11 anni, nel 1441, divenne apprendista e figlio adottivo del pittore Francesco Squarcione a Padova, ma la loro relazione fu turbolenta. Mantegna ottenne la sua libertà nel 1448 dopo una disputa legale sul non pagamento di alcune opere.
Il matrimonio e il trasferimento a Mantova (1453-1456)00:02:04
Il 1453 fu un anno decisivo per Mantegna, che sposò Nicolosia Bellini, figlia di Jacopo e sorella di Gentile e Giovanni, entrando così nella più importante famiglia di pittori veneziani. Nel 1456, Ludovico II Gonzaga lo invitò a diventare pittore di corte a Mantova, dove Mantegna si trasferì e rimase fino alla morte, segnando una fase fondamentale della sua carriera.
L'esperienza toscana e la Camera degli Sposi (1456-1474)00:02:55
Durante la sua permanenza a Mantova, Mantegna viaggiò in Toscana, visitando Firenze e Pisa, esperienze che lo resero ancora più moderno. La lezione appresa dai cicli pittorici toscani culminò nella realizzazione del suo capolavoro, la Camera degli Sposi, tra il 1471 e il 1474.
Difficoltà personali e professionali (1475-1485)00:03:20
Il periodo tra il 1475 e il 1485 fu difficile per Mantegna. Fu colpito dalla morte del figlio prediletto e affrontò difficoltà finanziarie a causa della scomparsa dei suoi protettori, il Marchese Ludovico e il suo successore Federico.
Gli ultimi anni e l'eredità artistica (1485-fine carriera)00:03:45
Con l'ascesa al potere di Francesco II, Mantegna preservò il suo ruolo di pittore dei Gonzaga e continuò a lavorare, decorando lo studiolo di Isabella d'Este. Artista solitario, influenzò l'arte del nord Italia e fu anche miniaturista, scultore e abile architetto, creatore di un mondo solenne e di grande potere evocativo.