Summary
Highlights
Le prime opere di Mantegna sono andate perdute. Nel 1449 si recò a Ferrara, ma la sua fama a Padova crebbe grazie alla decorazione della Cappella Ovetari nella chiesa degli Eremitani, dove lavorò dal 1449 al 1456. A questo periodo risale anche la Pala di San Zeno a Verona, considerata uno dei suoi capolavori, progettata interamente da lui.
Andrea Mantegna nacque nel 1430 o 1431 a Isola di Carturo da una famiglia modesta. A 11 anni, nel 1441, divenne apprendista e figlio adottivo del pittore Francesco Squarcione a Padova, ma la loro relazione fu turbolenta. Mantegna ottenne la sua libertà nel 1448 dopo una disputa legale sul non pagamento di alcune opere.
Il 1453 fu un anno decisivo per Mantegna, che sposò Nicolosia Bellini, figlia di Jacopo e sorella di Gentile e Giovanni, entrando così nella più importante famiglia di pittori veneziani. Nel 1456, Ludovico II Gonzaga lo invitò a diventare pittore di corte a Mantova, dove Mantegna si trasferì e rimase fino alla morte, segnando una fase fondamentale della sua carriera.
Durante la sua permanenza a Mantova, Mantegna viaggiò in Toscana, visitando Firenze e Pisa, esperienze che lo resero ancora più moderno. La lezione appresa dai cicli pittorici toscani culminò nella realizzazione del suo capolavoro, la Camera degli Sposi, tra il 1471 e il 1474.
Il periodo tra il 1475 e il 1485 fu difficile per Mantegna. Fu colpito dalla morte del figlio prediletto e affrontò difficoltà finanziarie a causa della scomparsa dei suoi protettori, il Marchese Ludovico e il suo successore Federico.
Con l'ascesa al potere di Francesco II, Mantegna preservò il suo ruolo di pittore dei Gonzaga e continuò a lavorare, decorando lo studiolo di Isabella d'Este. Artista solitario, influenzò l'arte del nord Italia e fu anche miniaturista, scultore e abile architetto, creatore di un mondo solenne e di grande potere evocativo.