Summary
Highlights
Dopo il sacco di Roma del 410 d.C., il processo di disgregazione dell'impero continua. La Britannia viene occupata da Anglosassoni e Iuti, mentre la Gallia è attaccata da Svevi, Vandali, Alani e Burgundi. Nel 429 i Vandali conquistano le province romane in Africa, un evento gravissimo poiché l'Africa era il 'granaio di Roma', privando l'Impero di risorse vitali.
Nel 451 d.C., una nuova minaccia incombe: gli Unni, originari della Mongolia, guidati da Attila, soprannominato il 'Flagello di Dio'. Attila aveva già minacciato l'Impero Romano d'Oriente, ottenendo tributi. La figura di Attila è avvolta da leggende, come quella della 'Spada di Marte' che gli avrebbe assicurato la supremazia.
Nonostante l'arrivo degli Unni, l'Impero Romano cerca di resistere. Nella battaglia dei Campi Catalaunici, vicino al fiume Marna, in Francia settentrionale, Attila viene sconfitto dal generale romano Ezio. Tuttavia, Attila prosegue l'invasione, conquistando città come Aquileia, Padova, Verona, Milano e Pavia. Una leggenda narra che Attila usò come pretesto una richiesta d'aiuto di Onoria, sorella dell'imperatore Valentiniano III, per avanzare pretese sull'Impero.
Attila si dirige verso Roma, ma viene fermato da una delegazione guidata da Papa Leone Magno sul fiume Mincio, vicino a Mantova. La leggenda vuole che gli apostoli Pietro e Paolo apparvero ad Attila atterrandolo con le spade. Più probabilmente, Attila fu convinto da un cospicuo bottino e da altre considerazioni politiche ad abbandonare l'impresa.
Nonostante la minaccia degli Unni sia momentaneamente risolta, i Vandali, insediati in Africa, continuano le loro incursioni, saccheggiando la Sicilia e conquistando Sardegna e Corsica. Nel 455 d.C., i Vandali saccheggiano Roma per la seconda volta. Questo evento segna l'inizio di una fase di devastazione per l'Impero Romano d'Occidente.
Dopo il sacco del 455, si susseguono imperatori sempre più deboli. Nel 475, Romolo Augustolo, un ragazzo di 13 anni, figlio di Oreste, viene proclamato imperatore. Il suo nome, che richiamava la fondazione di Roma, gli valse il soprannome di 'piccolo Augusto'. Tuttavia, il suo regno durò pochissimo. Nel 476, Romolo Augustolo viene deposto da Odoacre, un generale di stirpe germanica. Odoacre esilia Romolo Augustolo in Campania e invia le insegne imperiali a Costantinopoli, segnando la fine dell'Impero Romano d'Occidente. Odoacre si proclama re delle genti e governa l'Italia come patrizio riconosciuto dall'Impero d'Oriente. Questo evento segna convenzionalmente la fine dell'età antica e l'inizio del Medioevo.