Summary
Highlights
Il 1848 è caratterizzato da una nuova ondata rivoluzionaria in Europa, che si distingue per l'ampiezza geografica e la radicalità delle richieste, inclusa l'uguaglianza sociale.
La crisi economica del 1846-1847 fu una delle cause principali. Le rivolte coinvolsero principalmente Francia, il mondo austro-tedesco e l'Italia, da Parigi a Vienna, fino a Milano.
La Francia rappresentò l'epicentro dei moti. La monarchia costituzionale di Luigi Filippo d'Orléans, guidata dai liberali conservatori, affrontò l'opposizione che chiedeva riforme elettorali. La proibizione di una manifestazione scatenò la protesta, portando all'abdicazione del re e alla proclamazione della Seconda Repubblica.
I moti parigini ebbero un'eco immediata nell'Europa centrale. A Vienna, le rivolte portarono alle dimissioni di Metternich. Si diffusero richieste di indipendenza nazionale a Budapest, Venezia, Milano e Praga. In Germania, scoppiarono manifestazioni a Berlino, costringendo Federico Guglielmo IV a concedere libertà di stampa e a convocare un parlamento. Si discusse anche della possibile unificazione tedesca.
In Italia, già a gennaio 1848 Palermo si sollevò, portando alla concessione di costituzioni in diversi stati. Le rivolte a Venezia e Milano condussero all'espulsione delle truppe austriache. Carlo Alberto di Savoia dichiarò guerra all'Austria, dando inizio alla Prima Guerra d'Indipendenza, unendo gli stati italiani contro la presenza straniera.
Le agitazioni ebbero breve durata. In Francia, le elezioni dell'Assemblea Costituente videro la sconfitta delle forze radicali e socialiste, portando all'elezione di Luigi Napoleone come presidente. Nel 1851, Napoleone III si rese protagonista di un colpo di stato, chiudendo la breve stagione della Seconda Repubblica.
Nel mondo tedesco, le discussioni sull'unificazione si protrassero senza successo. Federico Guglielmo sciolse il parlamento e rifiutò la corona imperiale. Nell'impero austriaco, una sommossa a Vienna fu repressa nel sangue, e Francesco Giuseppe, divenuto imperatore, avviò una svolta conservatrice, bloccando le richieste di autonomia, in particolare dell'Ungheria.
In Italia, la Prima Guerra d'Indipendenza ebbe un esito disastroso. Gli altri sovrani abbandonarono la guerra quando Carlo Alberto mostrò l'intenzione di annettere la Lombardia e il Veneto. Le truppe sabaude furono sconfitte a Custoza. Nonostante ciò, la situazione rimase fluida in Sicilia, Venezia (Repubblica di San Marco) e Roma, dove fu proclamata la Repubblica Romana con Mazzini e Garibaldi.
Carlo Alberto riprovò a riprendere l'iniziativa senza successo, venendo sconfitto a Novara e abdicando in favore di Vittorio Emanuele II. Le rivolte in Sicilia, Roma e Venezia furono represse. Sebbene nessuna delle insurrezioni del 1848 raggiunse i suoi obiettivi immediati, posero le basi per processi irreversibili, come la caduta di Metternich, la formazione dell'Impero Austro-Ungarico, l'unificazione d'Italia e l'unificazione della Germania.