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Babbo Natale (San Nicola) era una persona reale, un santo ortodosso che donava regali ai bambini. L'affermazione che il Natale sia stato rubato da feste pagane, e che il 25 dicembre sia stato scelto per sostituire la festa del Sol Invictus, è priva di fondamento. I Cristiani celebravano la nascita di Cristo il 25 dicembre prima che Roma creasse la festa del Sole Non Conquistato. La data è stata calcolata dalla teologia cristiana, basandosi sull'idea che Cristo sia stato concepito il 25 marzo (giorno della creazione e dell'Annunciazione) e crocifisso lo stesso giorno, aggiungendo poi nove mesi.
Il Natale non ha preso in prestito nulla dai Saturnalia. I Cristiani onoravano Cristo come il 'Sole di giustizia' molto prima che Roma promuovesse il Sol Invictus per contrastare il Cristianesimo. I Saturnalia erano caratterizzati da ubriachezza, immoralità sessuale, gioco d'azzardo e caos, mentre il Natale è una festa liturgica incentrata sull'incarnazione, l'umiltà e il pentimento. Non c'è continuità tra le due feste.
L'uso di alberi, sempreverdi e agrifoglio nel Natale non deriva da rituali pagani. Dio ha creato la natura, e usarla simbolicamente è biblico, non pagano. I sempreverdi simboleggiano la vita che vince la morte e la vita eterna di Cristo. L'albero di Natale appare in Europa cristiana molto dopo, legato alle rappresentazioni teatrali di Adamo ed Eva. Il vischio, in quanto usanza popolare, non ha base liturgica cristiana e la Chiesa ortodossa non gli attribuisce alcun potere spirituale. La parola 'Yule' è una parola germanica, non una dottrina cristiana. I convertiti usavano un linguaggio familiare per descrivere nuovi significati cristiani. Il fuoco del ceppo di Yule, che in origine simboleggiava il rinnovamento naturale e il ritorno del sole, è stato reinterpretato dai Cristiani come Cristo, Luce che entra nel mondo, e il suo calore come la Sua misericordia contro la morte.
L'affermazione che Gesù sia come altri 'dei morenti e risorgenti' nati il 25 dicembre (come Mitra o Horus) è una moderna disinformazione. Storici seri rifiutano tali affermazioni, poiché queste comparazioni si basano su fonti tardive e selettive. La vera teologia del Natale non riguarda gli alberi o il sentimentalismo, ma l'Incarnazione: Dio che entra nel tempo, il Creatore che diventa bambino, la luce che vince l'oscurità non solo simbolicamente, ma ontologicamente. Cristo ha assunto la nostra natura umana rovinata per sanarla, sconfiggendo la morte tramite la Sua morte, sepoltura e resurrezione. La croce, un simbolo pagano romano di morte, è stata purificata dal sangue di Cristo e ora simboleggia la vita, la speranza e la resurrezione.
Alcuni Ortodossi celebrano il Natale il 7 gennaio a causa dell'uso del calendario giuliano, che è 13 giorni indietro rispetto al calendario gregoriano. Entrambe le date corrispondono al 25 dicembre, ma su calendari diversi. Questa differenza calendaria non è una questione divisiva per la Chiesa, che rimane unita nella liturgia e nella teologia. L'essenza del Natale è una festa teologica, non stagionale, che celebra la salvezza del mondo, non il sole o il solstizio. Per rendere il Natale nuovamente Cristiano, è necessario riportare il cuore a Cristo, concentrarsi sulla profondità spirituale della preghiera, del digiuno e della liturgia, e celebrare con generosità. L'Ortodossia vede il calendario liturgico come un modo per vivere il Vangelo, ricordando gli eventi chiave della storia della salvezza e mantenendo la verità del Natale.
Il Natale celebra il compimento di antiche profezie dell'Antico Testamento, come la nascita da una vergine (Isaia 7:14) e la nascita a Betlemme (Michea 5:2). Magi da est (Genili) vennero ad adorare il Messia incarnato. Gli inni natalizi ortodossi citano scritture e non fanno riferimento a divinità pagane. L'icona della Natività è un Vangelo visivo: la grotta riecheggia Isaia, la stella ricorda Numeri 24:17, i Magi rappresentano i Gentili che vengono a Cristo. Il tentamento di Giuseppe simboleggia i dubbi dell'umanità contro la vittoria della fede. Le icone confutano il paganesimo proclamando l'incarnazione fisica di un Dio invisibile. Il Natale è un giorno sacro.